di Walter Riva
La sera di domenica 14 giugno, proprio mentre i membri della Rete PRISMA erano riuniti a Grosseto presso il Museo di Storia Naturale della Maremma, ospiti dell’Osservatorio Astronomico Comunale di Roselle, per celebrare i dieci anni della collaborazione, ecco che un bolide luminoso è apparso nei cieli italiani e ha impegnato gli esperti nei complessi calcoli astrometrici e fotometrici necessari alla descrizione della traiettoria e della curva di luce dell’oggetto avvistato. E, come al solito, anche stavolta sono arrivate subito dopo l’avvistamento diverse segnalazioni tramite il nostro form “Segnala un bolide” da parte di persone che hanno assistito al passaggio della meteora.
Il bolide, molto luminoso (-8.5 in termini di magnitudine assoluta), è stato avvistato intorno alle 23:25 CEST da 6 camere PRISMA dell’Italia centrale (Amelia, Civitanova Marche, Elba, Gorga, Perugia, Roma) e ha seguito una direzione da sud-est a nord-ovest mostrandosi sulla verticale di Civita Castellana a circa 85 km di altezza ed estinguendosi poco più di 4 secondi dopo a nord di Orvieto.

La traiettoria del bolide del 14 giugno 2026 (PRISMA/INAF)
L’estinzione è avvenuta a 33 km di quota, dato interessante anche se leggermente superiore a quei 30 km che convenzionalmente fanno scattare la soglia di attenzione agli esperti di PRISMA perché l’altezza al suolo che promette di dare origine a una meteorite è in genere compresa fra i 20 km e, appunto, i 30 km. Ancora più promettente la velocità al momento della scomparsa del bolide, stimata in circa 5,5 km/s (quella che fa scattare automaticamente l’entusiasmo è intorno ai 4 km/s).
Insomma, un bolide davvero interessante anche se, una volta compiute le stime della massa, il risultato si è rilevato deludente: non è affatto impossibile che qualcosa sia sopravvissuto all’attraversamento dell’atmosfera e sia precipitato al suolo ma la massa risultante, di appena 10 grammi, sconsiglia di procedere oltre con l’indagine, essendo ben lontana da quella significativa di circa 100 grammi (10 volte di più) che permette di avere qualche possibilità di ritrovamento dalle nostre parti. Una meteorite di appena 10 grammi, se anche caduta al suolo, è di fatto introvabile a meno che non cada nel deserto o in Antartide.


Il bolide del 14 giugno 2026 ripreso dalle camere PRISMA ITUM02 di Amelia e ITLA1 di Roma (PRISMA/INAF)
La mattina di lunedì 15 giugno i “Prismatici” hanno comunque seguito con estrema attenzione le prime stime del bolide che ha attraversato il centro Italia la sera precedente. Tutti d’accordo su un punto: non c’era modo migliore per ritrovarsi e celebrare così il Decennale della Rete PRISMA!


Daniele Gardiol e Dario Barghini illustrano i dati del bolide del 14 giugno 2026 (PRISMA/INAF)
