Notizie dal mondo

di Walter Riva

Meteoriti e bolidi: dalla scienza dei meteoroidi agli spettacoli del cielo

Il periodo compreso tra metà giugno e metà luglio 2026 conferma come la ricerca sulle meteoriti sia sempre più basata sull’integrazione tra osservazioni dei cittadini, reti automatiche e analisi statistiche. Se da un lato gli spettacolari bolidi continuano ad affascinare il pubblico, dall’altro gli strumenti scientifici permettono oggi di comprenderne con maggiore precisione origine, traiettoria e probabilità di recupero dei frammenti.


Il “mistero” dell’aumento dei bolidi del 2026 viene ridimensionato

https://doi.org/10.48550/arXiv.2607.05071

Il numero di bolidi segnalati all’AMS nel primo trimestre di ogni anno a partire dal 2011: ogni riga corrisponde a un diverso numero minimo di segnalazioni (1, 25, 50 e 100). La linea rappresenta la relazione lineare che meglio si adatta al rapporto tra il numero di eventi e l’anno. Ci si aspetta che il 95% dei dati ricada all’interno dell’area ombreggiata attorno alla linea di migliore adattamento (American Meteor Society)

Uno studio pubblicato a luglio da Althea V. Moorhead del NASA Meteoroid Environment Office presso il Marshall Space Flight Center ha riesaminato i dati dell’American Meteor Society che avevano suggerito un’anomala crescita dei grandi bolidi nei primi mesi del 2026. Attraverso un’analisi statistica più approfondita, gli autori concludono che l’incremento osservato è compatibile con le normali fluttuazioni statistiche e con il costante aumento delle segnalazioni da parte del pubblico, piuttosto che con un reale cambiamento dell’ambiente spaziale attorno alla Terra. Il lavoro rappresenta un esempio rappresentativo di come la verifica statistica sia fondamentale nell’interpretazione dei dati osservativi e di come sia importante la cautela prima di lasciarsi andare a facili entusiasmi o delusioni a seguito della diffusione di una notizia.


Un bolide attraversa il Midwest degli Stati Uniti

https://www.nasa.gov/meteoroid-environment-office/all-sky-fireball-network/

Fotogramma del bolide di metà giugno ripreso dalla rete NASA (NASA All Sky Fireball Network, Space.com)

Nella notte tra il 14 e il 15 giugno un brillante bolide ha percorso circa 500 chilometri sopra il Midwest statunitense, dal Mississippi al Missouri. Oltre 500 testimoni hanno inviato segnalazioni all’American Meteor Society, mentre le telecamere della rete NASA All Sky Fireball Network hanno registrato l’intero fenomeno. Il meteoroide, grande appena otto centimetri e con una massa di circa mezzo chilogrammo, ha raggiunto una luminosità sedici volte superiore a quella di Venere prima di disintegrarsi completamente, senza lasciare meteoriti recuperabili.


Un “fishy squisher”: il meteorite che ha fatto sorridere il web

https://nypost.com/2026/06/01/us-news/meteorite-that-rattled-new-england-homes-likely-plunged-into-the-bay/

Fotogramma del bolide del 30 maggio ripreso da una camera di sorveglianza in pieno giorno (R. Schott / Space.com)

Il 30 maggio un brillante bolide è esploso sopra il New England, generando un forte boom sonico avvertito in gran parte del Massachusetts. Nei giorni successivi, le analisi della NASA hanno confermato che alcuni frammenti erano sopravvissuti all’attraversamento dell’atmosfera e si erano inabissati nella Cape Cod Bay (ne abbiamo parlato nella nostra precedente edizione di Notizie dal mondo). La notizia ha fatto il giro del mondo non solo per lo spettacolare evento, ma anche per il tono insolitamente ironico adottato dall’agenzia spaziale. Ecco perché ritorniamo sull’argomento: nel comunicare il risultato delle analisi, la NASA ha definito l’evento un “fishy squisher”, spiegando scherzosamente che, in termini “estremamente scientifici”, è così che si può chiamare una meteorite che termina la sua corsa in mare. La battuta è stata ripresa da centinaia di testate giornalistiche e rilanciata migliaia di volte sui canali social, contribuendo a rendere il bolide uno degli eventi astronomici più condivisi dell’inizio dell’estate, continuando a far parlare di sé ben oltre i giorni immediatamente successivi all’avvistamento. Dal punto di vista scientifico, il meteoroide aveva un diametro di circa 1,5 metri, una massa di circa 5,6 tonnellate e ha liberato un’energia paragonabile a 300 tonnellate di TNT prima di frammentarsi. Nessun frammento è stato recuperato perché la zona di caduta si trova sul fondale della baia.


La parola del mese

Fireball

Con il termine inglese fireball si indica un bolide, cioè una meteora estremamente luminosa, più brillante del pianeta Venere. Solo una piccola parte dei fireball produce meteoriti che riescono a raggiungere il suolo.