di Walter Riva
Il periodo compreso tra metà settembre e metà ottobre 2026 conferma il ruolo sempre più importante dell’integrazione tra ricerca di laboratorio, osservazioni astronomiche e partecipazione del pubblico. Gli autori delle nuove analisi propongono un collegamento tra alcune meteoriti e le relative famiglie asteroidali di provenienza, mentre l’evento osservato in Francia dimostra quanto i fenomeni meteorici continuino ad affascinare il grande pubblico. Il rinnovamento della piattaforma AMS rappresenta infine un passo avanti verso una rete internazionale sempre più integrata, nella quale ogni testimonianza e ogni ripresa possono contribuire alla conoscenza scientifica.

Identificate alcune probabili famiglie asteroidali da cui provengono molte meteoriti
https://arxiv.org/abs/2610.07395
L’asteroide Itokawa (JAXA)
Uno studio internazionale pubblicato a inizio ottobre ha permesso un importante passo avanti nella ricostruzione delle origini delle meteoriti più comuni che raggiungono la Terra. Combinando osservazioni spettroscopiche nel vicino infrarosso e modelli dinamici, i ricercatori hanno individuato le probabili famiglie asteroidali di provenienza di sei oggetti vicini alla Terra, alcuni dei quali già visitati da sonde spaziali. I risultati indicano che Eros, Itokawa, Apophis e Torifune presentano caratteristiche compatibili con condriti ordinarie di tipo LL, associate alla famiglia di Flora. Per Toutatis emerge invece un legame con la famiglia di Nysa, mentre il sistema binario Didymos-Dimorphos, protagonista della missione DART, sarebbe collegato alla famiglia di Massalia e alle condriti di tipo L. La ricerca è particolarmente significativa perché mette in relazione le caratteristiche fisiche degli asteroidi osservati nello spazio con quelle dei frammenti che possiamo analizzare nei laboratori terrestri. In altre parole, contribuisce a ricostruire il lungo viaggio delle meteoriti, dalle collisioni nella fascia principale degli asteroidi fino al loro arrivo sulla Terra.
Francia, oltre 800 segnalazioni per un bolide spettacolare
https://www.amsmeteors.org/fireballs/viewer/?d=2026-09-26&event=20260926_1910_447n0
Mappa dell’evento con le 823 segnalazioni ricevute (AMS Fireball Logs Powered By AllSky.org · © 2013–2026 Mike Hankey, LLC)

Un luminosissimo bolide osservato il 26 settembre sopra la Francia sud-occidentale ha suscitato grande attenzione, diventando uno degli eventi meteorici europei più segnalati del periodo. L’American Meteor Society ha raccolto ben 823 testimonianze, accompagnate da fotografie e filmati che hanno permesso di documentare il fenomeno da numerose località. L’ampia distribuzione geografica delle osservazioni ha consentito di ricostruire una traiettoria preliminare del corpo durante l’attraversamento dell’atmosfera. L’evento costituisce anche un esempio particolarmente interessante del contributo della citizen science allo studio dei bolidi: la combinazione di testimonianze indipendenti, fotografie e registrazioni video permette infatti di ottenere informazioni che sarebbero difficilmente disponibili attraverso le sole reti professionali. Il bolide francese è stato inoltre scelto dall’AMS come esempio dimostrativo del suo nuovo sistema di visualizzazione interattiva degli eventi meteorici, presentato all’inizio di ottobre. Al momento non risultano conferme di un recupero di meteoriti al suolo associate a questo evento.

Dopo un attacco informatico, l’American Meteor Society rinnova la mappa di monitoraggio mondiale dei bolidi
https://www.amsmeteors.org/2026/10/a-new-home-for-fireballs/
Il nuovo Fireball Event Viewer dell’AMS (AMS Fireball Logs Powered By AllSky.org · © 2013–2026 Mike Hankey, LLC)
Una difficoltà informatica si è trasformata in un’opportunità per migliorare uno dei più importanti strumenti mondiali di raccolta delle osservazioni meteoriche. All’inizio di settembre, un attacco informatico ha colpito i server che ospitavano i siti dell’American Meteor Society (AMS) e dell’International Meteor Organization (IMO), costringendo gli amministratori a ricostruire parte dell’infrastruttura. Il risultato è stato presentato il 5 ottobre: una nuova piattaforma, denominata Fireball Event Viewer, che permette di visualizzare su una mappa interattiva gli avvistamenti di bolidi registrati in tutto il mondo, consultare le testimonianze, esaminare fotografie e video e ricostruire le traiettorie atmosferiche. Una delle novità più importanti riguarda l’integrazione delle osservazioni dei testimoni con i dati delle telecamere automatiche della rete AllSky7, sviluppata da Mike Hankey. Quando un bolide viene ripreso dalle telecamere e contemporaneamente segnalato dal pubblico, le informazioni possono essere confrontate, migliorando l’affidabilità delle ricostruzioni. La nuova piattaforma punta, inoltre, a collegare gli eventi osservati con gli eventuali meteoriti recuperati, creando un archivio integrato che unisce osservazioni atmosferiche, orbite e campioni fisici. Un’evoluzione particolarmente interessante anche per reti come PRISMA, che condividono l’obiettivo di trasformare ogni bolide in un’opportunità di ricerca scientifica.
La parola del mese
Ablazione
L’ablazione è il processo attraverso il quale un meteoroide perde progressivamente materiale durante l’attraversamento dell’atmosfera terrestre. Il riscaldamento, dovuto principalmente alla compressione dell’aria davanti al corpo che viaggia a velocità elevatissima, provoca la fusione e la vaporizzazione di parte della sua superficie. Gli atomi e le molecole liberati contribuiscono alla formazione della scia luminosa della meteora. Lo studio spettroscopico di questa luce permette di ricavare informazioni sulla composizione chimica del meteoroide, purché si tenga conto dei processi fisici che modificano le abbondanze degli elementi osservati.
